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DESTINAZIONE ABRUZZO di Alice Cavatton – agosto 2017

C’è chi ha la fortuna di dedicare molto tempo alle vacanze estive e chi, come me, ha poco tempo da dedicare al relax. Ma se la meta è il mare d’Abruzzo, anche un breve weekend può trasformarsi in sollievo dell’anima. E degli occhi. Destinazione Abruzzo è stato il mio mantra nell’estate dei selfie: virtualmente mi ci ha portato lì un appassionato blogger locale, talmente innamorato dei suoi luoghi di nascita da dedicarci un intero sito. Fu amore a prima vista anche per me, in questa terra “selvaggia” tra pastori transumanti e bandiere blu, tra i sapori e i colori dell’estate.

DA SAN VITO CHIETINO A FOCCACESIA: L’ITINERARIO DANNUNZIANO

Per chi volesse dunque visitare con occhio romantico la Costa dei Trabocchi abbruzzese, troverà un’eccellente guida in molte opere di Gabriele D’annunzio. Egli, nato a Pescara dove ancora si può visitare la casa e il Palazzo del Governo, ricordò più volte nelle sue poesie la bellezza del mare Adriatico ed ambientò a San Vito Chietino anche una delle sue opere più celebri, il Trionfo della Morte (1894). Il rapporto intrinseco tra questa terra e il poeta si concretizza anche in monumento, in luogo di visita, perché a San Vito Chietino si può salire fino al Promontorio Dannunziano, un belvedere di grande suggestione ed impatto, nonché grande esercizio di “memoria storica” da consegnare alle future generazioni. Dal promontorio si può scendere a piedi verso Calata turchino, che rappresenta anche il nostro primo incontro con i “trabocchi”, imponenti macchine per la pesca interamente costruite in legno, alcune  ancora in attività, altre riconvertite a ristorante dove mangiare “sospesi” sul mare. Questi grandi “ragni marini” sono l’evoluzione di un’antica pratica di pesca. Narra infatti la leggenda che a partire dal XVII secolo, alcuni gruppi di immigrati ebrei si stabilirono lungo costa ma essendo inabili alla navigazione elaborarono raffinati sistemi di pesca dalla costa, fra cui, appunto, il trabocco: una piattaforma sospesa, collegata alla terraferma da una lunga passerella, con grandi reti a bilanciere. Da sempre sono loro i custodi di questo distesa blu intenso: un mare tanto bello da conquistarsi ben 6 bandiere blu nel 2017 (Foccacesia Marina, Punta Penna, San Salvo, Silvi, Pineto, Roseto degli abruzzi).

Ascoltando il mare, raggiungo poi la località Foccacesia, qualche km più a sud dove il litorale è più basso e sabbioso, adatto quindi anche a famiglie. E’ qui che si rischia di essere ingannati dalle acque limpide perché se il mio sguardo è proteso solo verso il mare, non riesco a cogliere un particolare essenziale di questa costa, ossia il suo costante rapporto con l’entroterra. Le colline sono alle mie spalle ed è dal promontorio sopra Foccacesia, che l’Abbazia di San Giovanni in Venere, volge il suo sguardo a oriente da centinaia di anni. L’edificio religioso appartiene a una della maggiori abbazie benedettine della regione. Se ne parla già nell’anno 829, ma si ritiene che la chiesa originaria risalga al VI-VII secolo, eretta sulle fondamenta di un tempio pagano, dedicato a Venere. Da ammirare sono soprattutto i portali scolpiti delle facciate esterne, l’insieme delle absidi e i chiostri dell’adiacente convento.

Da lì lo guardo si perde tutt’intorno ad abbracciare una Regione che non è solo terra di transito tra nord e sud, ma merita di essere vissuta ed apprezzata con calma, nella sua semplicità.